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Qual è il metodo migliore per imparare a leggere e a scrivere?

Dovrebbe essere l'abilità appresa durante il ciclo di scuola primaria, quella di leggere, scrivere e far di conto.

Queste sono chiaramente abilità fondamentali, perciò le attese dei genitori e dei bambini stessi sono molto grandi e spesso non esenti da preoccupazioni.

La disputa sui metodi migliori per imparare a leggere e scrivere è da sempre grandissima e , naturalmente, anche qua gli studi sembrano contraddirsi l'un con l'altro: proprio gli ultimi studi confermano che il METODO GLOBALE (partire da una frase completa per arrivare alle sillabe e poi alle lettere), così in voga negli ultimi anni e utilizzato ancora oggi in molte scuole, è in realtà il meno efficace e presenta maggiori rischi rispetto a quello ANALITICO (quello che abbiamo usato noi adulti per imparare a leggere e scrivere, analizzando uno per uno i segni grafici - le lettere)

Il motivo sarebbe da ricercarsi nel fatto che il primo (metodo globale) parte da intere parole e intere frasi prima di riuscire ad arrivare al singolo suono, mentre il secondo, partendo dalle singole lettere permette di far corrispondere in modo puntuale il suono col segno scritto, attivando in modo congruente le aree del cervello coinvolte nell'apprendimento di lettura e scrittura.

Occorre comunque sottolineare che l'apprendimento della lettura è una capacità che i bambini possiedono fin dalla primissima infanzia  (le ricerche di Glenn Doman vanno in questo senso) anche se questo non significa che occorra per forza stimolarli per raggungere questi risultati: che il bambino fin da piccolo possa riconoscere la foto di Topolino o la foto di Mozart o la lettera F o il numero 8 è un dato di fatto, il bambino non è certo un genio per questo perché tutti i bambini ne sono capaci.

Il fatto che, però, sforziamo la loro capacità di "ricordare", che è ancora agli albori, dovrebbe almeno portare dei benefici esagerati, cosa che in genere non è: non esiste una correlazione tra apprendimento precoce alla lettura e miglioramento delle performance scolastiche, se non il fatto che un genitore che ha a cuore la stimolazione intellettuale di suo figlio, sarà un genitore che lo seguirà molto anche durante il percorso scolastico.

La capacità di scrittura, invece, necessita che il bambino abbia un apparato locomotore fine pronto per questo e non è certo il caso di bambini sotto i 6-7- anni.

Dunque, assodati questi aspetti, cosa si può consigliare a un insegnante che debba cominciare con la prima classe elementare o a un genitore che voglia essere di supporto all'appredimento di queste abilità?

La cosa certa, al di là dei metodi utilizzati, è che l'ambiente, il clima emotivo che il bambino respira è di fondamentale importanza per sostenere le sue capacità: sapere di avere la fiducia totale dei genitori e degli insegnanti non è cosa da poco. Sappiamo che le emozioni positive favoriscono l'apprendimento, mentre l'ansia annulla le capacità anche in un bambino normalmente dotato.

Perciò importante sarebbe:

- non mettere fretta, ogni bambino ha i suoi tempi.

- evitare il confronto con gli altri, la competizione genera ansia e crea difficoltà d'apprendimento (inoltre non è assolutamente vero che imparare prima alle elementari sia garanzia di successo scolastico negli anni a venire)

- giocare con filastrocche, parole, indovinelli, scioglilingua: aiutano a diventare consapevoli dei diversi suoni e soprattutto divertono molto i bambini in età scolare perciò favoriscono l'apprendimento.

- come sempre l'esempio: avere dei genitori che leggono è il miglior modo per incuriosire e stimolare i bambini a fare lo stesso.

Parlando di EMOZIONI, gli studi di Feuerstein ci dimostrano come l'apprendimento sia sempre accompagnato dall'emozione. I bambini ricordano e il cervello imprime e memorizza ciò che li ha colpiti.

Partire dunque da storie, fiabe, filastrocche per insegnare a leggere e a riconoscere i segni grafici e potersi esprimere artisticamente nell'apprendimento della scrittura sono elementi fondamentali per un buon apprendimento.